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L’invecchiamento attivo è un concetto ampiamente discusso e iniziative in questo campo sono in atto da decenni; ha preso forma già con il primo piano d’azione internazionale sull’invecchiamento, siglato dall’ONU nel 1982 a Vienna, nel 1999 è stato proclamato l’Anno internazionale degli anziani con lo slogan “l’invecchiamento attivo fa la differenza”. La definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è: “L’invecchiamento attivo è un processo per ottimizzare le opportunità per la salute, la partecipazione e la sicurezza al fine di migliorare la qualità di vita delle persone”. Salute, partecipazione e sicurezza sono dunque, i tre pilastri dell’invecchiamento attivo.

L’obiettivo è quello di favorire il passaggio da politiche basate sui bisogni delle persone più anziane, considerate come soggetti passivi, a politiche che riconoscono a ogni persona il diritto e la responsabilità di avere un ruolo attivo e partecipare alla vita della comunità in ogni fase della vita, inclusa l’età anziana. L’attenzione è di grande interesse e l’anziano inteso come risorsa è indubbiamente un’enunciazione condivisibile ma, se non accompagnata da misure appropriate, rischia di restare uno slogan.

L’orto nella nostra idea deve diventare uno strumento attraverso il quale promuovere il concetto di invecchiamento attivo e di incontro fra le generazioni.

Gli anziani del quartiere saranno i protagonisti attivi della coltivazione dell’orto trasmettendo ai più giovani il loro sapere e trovando così una occasione per riempire le proprie giornate troppo spesso piene solo di solitudine e noia.